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2004

150° anniversario della pubblicazione di An Investigation of the Laws of Thought, on which are Founded the Mathematical Theories of Logic and Probabilities di George Boole (1815 - 1864)

50° anniversario della morte di Alan Turing (1912-1954)

20° anniversario del GNU Project

"Chi può permettersi di lavorare a livello professionale senza essere retribuito? Quale hobbista è in grado di dedicare tre anni di lavoro per un programma, sistemarne ogni problema, documentarlo adeguatamente per poi distribuirlo gratuitamente?" (William Henry Gates III, General Partner, Micro-Soft , An Open Letter to Hobbyists (http://www.blinkenlights.com/classiccmp/gateswhine.html), February 3, 1976). Mai affermazione fu più campata in aria ad iniziare dalla suite dei protocolli TCP/IP che fanno funzionare Internet di cui Vint Cerf fu l’artefice principale. Profondo conoscitore della sua società il 12 settembre 2001 scriveva "... L’informazione è la fiaccola della verità e il suo flusso libero è il flusso sanguigno della democrazia. Il prezzo di questo libero fluire può essere un’informazione che non ci piace o a cui non crediamo, ma l’antidoto contro la disinformazione è aumentare le informazioni, non diminuirle..." Vint Cerf 12 settembre 2001 (http://www.mytech.it/archivio/articolo/idA028001024040.art)

Quest’anno, 2004, è il 150° anniversario della pubblicazione di An Investigation of the Laws of Thought, on which are Founded the Mathematical Theories of Logic and Probabilities di George Boole (1815 - 1864), il 50° anniversario della morte di Alan Turing (1912-1954), e il 20° anniversario del GNU Project (http://www.gnu.org/gnu/thegnuproject.html).

Senza i primi due forse non esisterebbe la computer science quindi i computer senza il terzo saremmo senz’altro meno liberi. “Per me[, dice Stallman**,], il free software è innanzitutto una questione di libertà e di comunità. Abbiamo bisogno del free software perchè gli utilizzatori di computer siano liberi di cooperare. È per questa sola ragione che ho deciso di rifiutare il software non libero. Che il free software risultasse anche un programma efficiente e potente è stata per me una sorpresa, e ne sono contento. Ma è un bonus. Avrei scelto il free software anche se fosse stato meno efficace e potente – non svendo la mia libertà per semplici questioni di convenienza.” (“La passione per il libero, Intervista a R. Stallman” di J. Gleizes e A. Papathéodorou, in Y. M. Boutang, a cura di, L'età del capitalismo cognitivo, Ombre Corte, Verona 2002).

Nessuno, almeno credo, è contro il software chiuso. È normale desiderare di guadagnare del denaro avendo progettato eo scritto e/o commercializzato del software . Nel nostro sistema è una aspirazione ed una procedura, nel rispetto delle normative dei vari paesi, del tutto legittima. Quello che si contesta è il potere che si vuole acquisire sugli altri cercando di soffocare ogni altra alternativa. Ho sempre avuto grande ammirazione per il “nano” che sconfigge il gigante IBM. Bill Gates ha dimostrato un'abilità non comune nel condurre gli affari. Ma la mia ammirazione si ferma qui, per il resto è un signore da ridimensionare. Anche nel sistema capitalismo l’eccesso di potere è un male per il sistema. Molto meglio la libera concorrenza e che nessuno, proprio nessuno, possa avere dietro le spalle il dipartimento di stato. (per ulteriori informazioni ved. http://www.wired.com/techbiz/media/news/2002/07/54141 e più in generale per quanto riguarda la difesa degli interessi americani ved. Noam Chomsky, La quinta libertà, Elèuthera (http://www.eleuthera.it/), Milano 2002)

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** “[D] Come definisci il software libero, e quale la sua importanza? [R] Software libero significa che l’utente ha certe libertà, quella di studiare come opera un programma, di modificarlo rispetto alle esigenze personali o commissionarlo ad altri, di ridistribuirlo in giro a piacimento, di pubblicarne e ridistribuirne versioni migliorate in modo che anche gli altri possano trarne giovamento. Coloro a cui piace cucinare sono avvezzi a tutte queste libertà. E se cerchiamo di immaginare un modo dove tali libertà non esistano – un mondo in cui è impossibile conoscere gli ingredienti usati, dove non è consentito modificare alcuna ricetta – ti ritrovi costretto a cucinare esattamente come ti dicono oppure a non mangiare quella pietanza. E se ne fai una copia per gli amici, ti chiamano pirata e minacciano di sbatterti in galera. È a questo mondo che noi del movimento del software libero diciamo no.” Passato e futuro del software libero, parola di RMS, di Bernardo Parrella,17 Febbraio 2003 – OpenPress (http://www.apogeonline.com/webzine/2003/02/17/05/200302170501)




Lo scontro fra le idee non è un disastro, ma occasione di sviluppi positivi (A. N. Whitehead)




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